Propoli controindicazioni: 3 sostanze che potrebbero causarti effetti collaterali

Considerato un vero farmaco naturale da migliaia di anni, oggi la propoli può avere anche controindicazioni. Quando è soggetta a contaminazioni varie può avere effetti collaterali e scatenare allergie nei soggetti sensibili. Ecco una guida per proteggersi dai potenziali pericoli e ottenere tutti i benefici di questo meraviglioso dono delle api.

Propoli controindicazioni effetti collaterali

La propoli viene prodotta dalle api che raccolgono le resine dagli alberi, le lavorano con le loro secrezioni salivari e vi aggiungono cera d’api e un po’ di polline.

Purtroppo un alveare è un potenziale accumulatore naturale dei contaminanti che le api raccolgono dal territorio che controllano (Delbono et al.,1999). Quindi anche la Propoli, uno dei più importanti prodotti apistici, può presentare un carico di sostanze nocive riconducibili a:

  • Ambiente: le api possono trasportare tali sostanze all’interno della colonia attraverso l’acqua, l’aria e le resine delle piante.
  • Metodi applicati dagli apicoltori: sostanze chimiche utilizzate contro varie malattie dell’alveare e utilizzo del fumo.
  • Agricoltura: fitofarmaci destinati alle piante (erbicidi, fungicidi, etc.)

Allergia alla propoli: effetti collaterali nei soggetti sensibili

Gli scienziati hanno individuato nella Propoli grezza più di 180 principi attivi naturali con benefici per la salute. Purtroppo oggi è difficile trovare la propoli pura come un centinaio di anni fa. L’inquinamento e l’agricoltura intensiva, ed anche molte pratiche apistiche, possono contaminare la Propoli che le api producono con molta fatica.

Propoli effetti collaterali. Negli ultimi anni è in costante aumento il numero di persone con varie allergie (al fieno, a vari alimenti oppure al nikel). In alcune persone sensibili, oppure nei bambini, anche una minima quantità di queste sostanze tossiche può scatenare reazioni allergiche.

Sono riportate allergie cutanee, secchezza della bocca e disturbi gastrici, a volte associati a diarrea. I disturbi sono temporanei e scompaiono prontamente non appena si sospende il trattamento.

Allergia alla propoli.In alcune persone possono verificarsi episodi di allergia a causa della presenza accidentale di polline nella composizione della propoli. In alcuni casi può arrivare fino a 10% del peso secco. Un’altra possibile causa è dovuta agli allergeni presenti nelle resine delle piante da cui le api traggono la propoli: pioppi, abeti, olmi, betulle, etc.

Quando si tratta di propoli asiatica oppure del Sud America possono essere pollini da piante ancora sconosciute al nostro organismo. Quindi la propoli può risultare ancora più allergizzante.

Molto più nocivi degli allergeni naturali sono quelli “aggiunti dall’uomo”. Le possibili sostanze che possono contaminare la Propoli sono:

  • Antibiotici tossici
  • IPA
  • Alcuni acaricidi utilizzati dagli apicoltori.

Alcune volte possono esserci anche tutti insieme nella tua Propoli…

Propoli allergia sostanze da evitare

1. Propoli controindicazioni da antibiotici tossici: cloramfenicolo

Nonostante la si trovi tra gli antibiotici da banco, in Europa la legislazione attuale proibisce il cloramfenicolo (CAP) negli alimenti di origine animale, perchè tossico anche in piccolissime concentrazioni. Può avere effetti collaterali causando danni al midollo osseo, anemia aplastica o la sindrome del bambino grigio (nella somministrazione pediatrica).

Alcuni ricercatori della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari di Milano hanno analizzato 8 campioni di “estratto di propoli” commercializzati dai più conosciuti marchi di integratori di Propoli in Italia. [1]

Le analisi hanno mostrato che 2 marchi di propoli contenevano livelli di CAP tra 0,70 e 0,85μg /KG. Questo significa che i prodotti che lo contenevano erano chiaramente illegali.

La contaminazione, in questi casi è riconducibile a materie prime extracomunitarie (Cina, India) dove CAP viene ancora utilizzato dagli apicoltori per contrastare alcune malattie delle api.

La maggior parte delle aziende creano le loro formule di integratori alla propoli scegliendo materia prima asiatica perchè più economica di quella italiana. Nell’etichetta degli integratori l’informazione sulla provenienza della propoli non è obbligatoria, ma le aziende che utilizzano la propoli italiana specificano questo dato perchè hanno un prodotto di qualità superiore.

2. Propoli controindicazioni per tossicità da IPA

Gli idrocarburi policiclici aromatici, noti con l’acronimo di IPA, sono di grande preoccupazione per la salute umana in quanto considerati cancerogeni. Le zone prossime ai complessi industriali e la gran parte dei centri abitati sono spesso interessati da un persistente inquinamento atmosferico dovuto a varie classi di questi composti.

Tutte queste sostanze sono tossiche, ma benzo(a)pirene (BaP) è il più cancerogeno tra tutti gli IPA, e quindi, il più studiato. Può provocare il cancro se inalato, e può entrare anche nella catena alimentare. L’esposizione umana a BaP si realizza attraverso più organi: pelle, tratto intestinale e tratto respiratorio. (Yang et al., 1998; WHO, 1998).

Uno studio recente su diversi campioni di propoli (pura o estratto) in vendita in Italia è stato analizzato per la presenza di 13 idrocarburi policiclici aromatici (IPA).[2]

Circa la metà dei campioni di Propoli analizzati presenta concentrazioni di Benzo(a)pirene (BaP) oltre 2 μg/kg, che si considera un limite massimo per gli integratori alimentari.

Ci sono controindicazioni della propoli contaminata con IPA in particolare per bambini, soggetti con qualsiasi tipo di allergia oppure sistema immunitario debole. Soprattutto in inverno quando la propoli viene utilizzata più di frequente, molti di loro sono già esposti ad un’elevata quantità di IPA proveniente dall’inquinamento urbano. Nel periodo invernale, oltre al traffico si aggiungono anche gli IPA dei fumi delle centrali termiche.

La maggior parte degli integratori alla propoli in commercio (anche biologici) sono formulati con materie prime che provengono dalla Cina, Sud America oppure India. In questi paesi con un grave inquinamento dell’aria, le normative che riguardano le IPA negli alimenti sono più permissive rispetto a quelle imposte in Europa.

L’unico modo per evitare le contaminazioni, anche accidentali, è di preferire la propoli italiana raccolta in siti incontaminati.

3. Propoli controindicazioni da acaricidi pericolosi

Negli ultimi decenni, sempre più fattori contribuiscono a indebolire l’immunità delle api che sono state colpite da gravi malattie e parassiti. Uno di questi è la “varroa“, un acaro parassita che attacca le api. E’ un’infestazione che per la sua rapidità di diffusione rappresenta un problema per l’apicoltura in tutto il mondo.

Chlorfenvinfos e Coumaphos sono 2 acaricidi utilizzati dagli apicoltori nella lotta contro la “varroa”. Riconosciuto tossico dall’OMS per l’uomo e gli animali, il chlorfenvinfos è una sostanza liposolubile vietata in Europa dal 2003. Provoca danni al sistema nervoso.

Nonostante la tossicità accertata di alcuni acaricidi chimici, sono ancora largamente utilizzati perchè meno costosi dei trattamenti naturali. Il problema è che poi si possono ritrovare nella Propoli e quindi negli integratori alimentari.

Propoli biologica: italiana, asiatica oppure sudamericana

In Europa, nell’apicoltura biologica gli acaricidi tossici sono assolutamente vietati.

Purtroppo alcune recenti allerte indicano la presenza di residui tossici anche nella propoli biologica venduta in Italia. Non risulta però se la propoli fosse italiana oppure di provenienza estera, dove non esiste il divieto per queste sostanze e comunque non ci sono controlli come in Europa.

Con l’operazione “Ape Maia” il Corpo Forestale ha scoperto che alcune partite di preparati a base di propoli, perle e soluzioni idroalcoliche, erano contaminate da acaricidi non consentiti dalla legge. Sono state sequestrate 2.000 bottigliette di soluzione di propoli idroalcolica e 455.000 perle da masticare. [3]

In particolare, la Forestale ha riscontrato una concentrazione di chlorfenvinfos e di coumaphos fuori norma. Questi possono facilmente sfuggire ai controlli perchè non si ritrovano sempre nel miele, il prodotto più venduto tra quelli apicoli. Ernesto Corradetti, del laboratorio chimico dell’Arpam, l’Agenzia per l’ambiente delle Marche spiega:

“Questi acaricidi sono liposolubili (si sciolgono nei grassi) e dunque si ‘attaccano’ alla cera e alla propoli. Per questo motivo il miele da noi analizzato è risultato sì contaminato, ma nei limiti di rilevabilità tecnica, mentre gli altri prodotti erano fuori norma”.

Come scegliere la Propoli pura non contaminata?

Gli integratori di Propoli sono facilmente reperibili in commercio: in farmacia, erboristeria, al supermercato e anche online. Nella maggior parte sono prodotti da aziende farmaceutiche che hanno anche una linea dedicata ai prodotti delle api (propoli, pappa reale).

Con riferimento alle possibili contaminazioni della propoli venduta in Italia, l’Unaapi – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani – commenta:

“A chi compete assicurarsi che la propoli sia utilizzabile sotto tutti i profili quale ingrediente alimentare? Non vi possono essere dubbi, la competenza è di chi trasforma e pone in commercio la propoli quale prodotto alimentare o ingrediente di preparati alimentari !”

Come anche nel caso della Pappa Reale, la Propoli nella maggior parte degli integratori in vendita in Italia è di provenienza cinese. Come visto, ci sono molte sostanze che possono contaminare la Propoli, quindi le analisi per ogni lotto di produzione sono molto onerose. Non tutte le aziende produttrici le fanno. La pratica più comune è fidarsi dalle dichiarazioni dei fornitori (cinesi, brasiliani, etc. ).

Un’opzione molto più sicura è la Propoli biologica italiana:

  • da piccoli apicoltori seri che non utilizzano sostanze tossiche nella cura dell’alveare.
  • raccolta in zone incontaminate per evitare le contaminazioni di IPA.

Ultimo aggiornamento: febbraio 18, 2017

 

 


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